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In breve
- Bitcoin è sceso vicino a 63.500 dollari giovedì 13 agosto 2026, con un calo di oltre lo 0,5% nella giornata e quasi il 2% su base settimanale. Il movimento è arrivato dopo il dato…
- Il CPI mensile è salito dello 0,1%, mentre la variazione annua si è attestata al 3,4%. Il core CPI, cioè l’indice al netto di alimentari ed energia, è cresciuto dello 0,2% mese su mese e…
- La reazione iniziale dei mercati è stata prudente. L’oro ha guadagnato circa 1,3% dopo il dato, Ether si è mosso poco sopra l’1%, i futures sull’S&P 500 sono saliti dello 0,2%.…
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Bitcoin è sceso vicino a 63.500 dollari giovedì 13 agosto 2026, con un calo di oltre lo 0,5% nella giornata e quasi il 2% su base settimanale. Il movimento è arrivato dopo il dato sull’inflazione USA di luglio, uscito sostanzialmente in linea con le attese.
Il CPI mensile è salito dello 0,1%, mentre la variazione annua si è attestata al 3,4%. Il core CPI, cioè l’indice al netto di alimentari ed energia, è cresciuto dello 0,2% mese su mese e del 2,5% anno su anno. Numeri ordinati, non esplosivi. Ma nemmeno abbastanza morbidi da cambiare subito la narrativa sui tassi.

Qui c’è il punto: la notizia non è che il CPI abbia spaventato il mercato. La notizia è che non lo ha convinto abbastanza.

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Cosa c'è davvero dietro la notizia
Breve elenco su segnali verbali e tecnici che i mercati ricercano a Jackson Hole: riferimento a rischio inflazione, forward guidance sui tagli e commenti su mercato del lavoro.
Conseguenze per mercati e crypto: cosa monitorare adesso
Il CPI in linea esclude la possibilità di forti movimenti di BTC?
Come possono influire i prezzi del petrolio su Bitcoin?
La prima conseguenza è che Bitcoin resta agganciato al canale macro. Non basta dire che BTC è “risk asset” o “oro digitale”. In questa fase si comporta come un asset che ha bisogno di una storia sui tassi più chiara. Senza quella, ogni rialzo rischia di diventare fragile.
Anche il petrolio va tenuto d’occhio. Il Brent ha interrotto sei giorni di rialzi dopo aver toccato area 90 dollari al barile. Se l’energia tornasse a spingere, il mercato potrebbe rimettere in discussione la discesa dell’inflazione. E una Fed più cauta sui tagli non è esattamente il carburante ideale per un rally crypto.
I livelli da monitorare non sono solo grafici. Sono tre segnali concreti:
- tono della Fed a Jackson Hole, soprattutto sul rischio inflazione.
- NFP del 4 settembre, per capire se il lavoro USA sta rallentando davvero.
- CPI dell’11 settembre, che può confermare o rompere la narrativa disinflazionistica.
La domanda vera ora non è se il CPI di luglio fosse buono o cattivo. Era semplicemente insufficiente. La domanda è se i prossimi dati daranno alla Fed un motivo forte per cambiare tono. Bitcoin, oggi, sta aspettando quello.







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