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Market maker sfruttano il rally di Bitcoin senza scommettere

Bitcoin è tornato sopra area 77.000-80.000 dollari dopo essere risalito rapidamente da circa 62.000 dollari. Il movimento ha bruciato miliardi di dollari di posizioni short a leva e ha rimesso pressione su chi era rimasto troppo ribassista.

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In questo articolo7 sezioni

In breve

  • Bitcoin è tornato sopra area 77.000-80.000 dollari dopo essere risalito rapidamente da circa 62.000 dollari.
  • Ma la parte interessante non è solo il prezzo.
  • La notizia non è “i market maker sono short”. La notizia è che possono essere short sui derivati e allo stesso tempo neutrali sul prezzo, perché dall’altra parte detengono spot.
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La tesi: il rally ha riaperto una finestra di rendimento

Bitcoin è tornato sopra area 77.000-80.000 dollari dopo essere risalito rapidamente da circa 62.000 dollari. Il movimento ha bruciato miliardi di dollari di posizioni short a leva e ha rimesso pressione su chi era rimasto troppo ribassista.

Ma la parte interessante non è solo il prezzo. Alcune grandi trading firm stanno usando il rally per fare una cosa molto diversa dal “comprare Bitcoin perché salirà”: stanno costruendo strategie cash-and-carry, cioè spot long più short sui perpetual, per catturare funding rate positivi. Nel cluster interno, questo passaggio si collega a Bitcoin 70.000$.


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Come funziona il cash-and-carry su Bitcoin ed ETH

Il risultato cercato non è il profitto direzionale. È il funding.

Per me il punto è questo: il rally non ha solo riportato entusiasmo, ha riportato rendimento di mercato neutrale. E per un market maker, rendimento neutrale batte spesso una scommessa emotiva sul prezzo. Qui torna utile anche Bitcoin 64.000$.

Dati e segnali: cosa stanno facendo le trading firm

Elenco operativo dei segnali che i lettori professionali dovrebbero seguire per valutare la tenuta del cash-and-carry.

Letti male, questi numeri sembrano una chiamata ribassista. Letti dentro il meccanismo corretto, raccontano altro: possibile copertura di spot, strategia di base e raccolta del funding pagato dai long. Per collegare il tema, resta utile Bitcoin RSI estremo.

Cosa c'è davvero dietro la notizia

Dietro questa dinamica c’è un trasferimento di rendimento. I trader direzionali long, spesso a leva, pagano funding per restare esposti al rialzo. Le trading firm strutturate raccolgono quel pagamento mettendosi dall’altra parte, ma coprendosi con lo spot. Sul tema resta utile anche 63.000$ livello chiave Bitcoin.

Qui c’è una lezione poco romantica: nei rally, non tutti stanno comprando speranza. Alcuni stanno vendendo assicurazione a chi ha fretta.

Scenari e rischi: il trade è neutrale, non innocuo

Lo scenario costruttivo è quello più lineare: Bitcoin resta forte, il funding rimane positivo ma non esplode, e le trading firm continuano a incassare carry. In quel caso il mercato assorbe meglio la leva, la liquidità migliora e il basis trade funziona come valvola di stabilizzazione. Lo stesso nodo torna anche in Bitcoin portafoglio 60/40.

C’è però uno scenario meno comodo. Se il prezzo laterizza dopo un rally rapido, i long a leva iniziano a sentire il costo del funding. Una parte chiude. Il funding scende. Il rendimento del cash-and-carry si comprime. A quel punto chi faceva il trade può ridurre posizioni, vendendo spot e chiudendo short. Non sempre l’impatto netto è lineare, soprattutto se molti fanno la stessa cosa insieme.

Il rischio più evidente resta il cambio di regime del funding. Se il funding torna negativo, la strategia smette di incassare e può iniziare a costare. È successo nei mesi precedenti, quando il mercato aveva smontato leva long e i tassi sui perpetual erano compressi o negativi.

Poi ci sono rischi più pratici, meno raccontati ma decisivi:

  • rischio di liquidazione, se hedge e collateral non sono gestiti perfettamente durante movimenti violenti.
  • rischio venue, perché perpetual on-chain e custody spot non hanno gli stessi tempi, regole e profondità.
  • rischio di basis, se spot e derivato non si muovono in modo sufficientemente allineato.
  • rischio di congestione, se molti operatori cercano di uscire dallo stesso trade nello stesso momento.

Il controargomento va preso sul serio: la presenza di market maker in cash-and-carry può rendere il mercato più efficiente, non più fragile. Più arbitraggi significano spread migliori e funding meno estremi. Vero. Ma efficienza non significa assenza di rischio. Significa che il rischio viene impacchettato meglio, finché qualcuno non deve spacchettarlo in fretta.

La lettura operativa, quindi, non è “Bitcoin deve scendere” e nemmeno “Bitcoin salirà perché gli istituzionali sono tornati”. La lettura è più precisa: il rally ha riaperto una macchina di rendimento che dipende dalla fame di leva long. Finché quella fame resta pagante, i market maker incassano. Se si spegne, il mercato dovrà scoprire quanta parte del movimento era convinzione e quanta era struttura.

Il segnale da monitorare adesso non è solo il prezzo di Bitcoin sopra o sotto una soglia tonda. È la combinazione tra funding, open interest e capacità del prezzo di continuare a salire. Se il funding resta positivo mentre il prezzo perde spinta, lì il rally smette di essere una storia semplice. E diventa una partita di costi.

FAQ

Come capire se uno short sui perpetual è coperto da spot?
Cercare evidenza di spostamenti on-chain: prelievi significativi da exchange verso cold wallet o custody istituzionali, abbinati a aumento degli short sui perpetual. Dati di Arkham/Glassnode e analisi di flussi aiutano a confermare la copertura spot.
Il ritorno del cash-and-carry riduce la probabilità di crash ribassisti?
Non necessariamente. Può migliorare la liquidità e comprimere funding estremo, ma aumenta la fragilità se molti devono disfarre lo stesso trade contemporaneamente.
Il fatto che i market maker siano short su Bitcoin significa che si aspettano un crollo?
Non necessariamente. Se lo short sui perpetual è coperto da una posizione spot equivalente, la strategia può essere market neutral. In quel caso l’obiettivo non è guadagnare dal ribasso, ma incassare il funding pagato dai long a leva.
Perché il cash-and-carry torna interessante durante un rally?
Durante un rally aumenta spesso la domanda di posizioni long sui perpetual. Quando i long sono dominanti, pagano funding agli short. Chi compra spot e shorta perpetual può ridurre l’esposizione direzionale e catturare quel rendimento, se il funding resta positivo.
Qual è il rischio principale per questo tipo di strategia?
Il rischio principale è che il funding si comprima o diventi negativo, rendendo il trade meno redditizio o costoso. A questo si aggiungono rischi di liquidazione, disallineamento tra spot e derivati, problemi di liquidità e rischio specifico delle piattaforme usate.
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